Recensione
Dungeon Heroes Manager è ovviamente il titolo di questo nuovo e divertente boardgame edito da Giochi Uniti, che sembra voler inizialmente porre l’accento sull’elemento gestionale, ma che nasconde invece un cuore fatto di una fortissima interazione fra giocatori, basata su una sorta di piazzamento lavoratori simile a quello di Sulle Tracce di Marco Polo, e di un sistema di combattimento divertente, versatile e basato su una gestione dell’azzardo strategica al punto giusto, come vedremo più avanti.
Per cominciare a capire questo titolo, (che ho trovato particolarmente fresco, non tanto nelle meccaniche e nelle regole, quanto nell’esperienza di gioco finale) bisogna parlare dell’andamento di un turno, il quale si svolge in 5 fasi: reclutamento, sfruttamento degli edifici, scelta del dungeon, esplorazione del dungeon e, ahimé, pagamento degli eroi.
Le meccaniche
Prima di tutto si devono ingaggiare quei poveri ignari chiamati eroi, distribuiti casualmente nelle varie locande, ognuna con un effetto particolare che viene attivato dal giocatore che la sceglie. Per selezionare la locanda nella quale vorremo andare, si sceglie segretamente il numero corrispondente sul proprio dado che viene rivelato insieme agli altri. Scelta la locanda, paghiamo i soldi necessari al reclutamento (diversi per ognuna di esse) e prendiamo tutti gli eroi presenti al suo interno. In caso si verifichi uno pareggio, vince chi possiede meno pezzi d’oro. Inoltre, un conflitto sulla scelta causa la variazione dei costi di tutte le locande. Gli altri giocatori dovranno invece riuscire a posizionarsi in altri spazi da soli, finché tutti non avranno compiuto una ed una sola scelta.
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