“Giocare Dentro”: quando il gioco diventa occasione di rinascita

Il gioco come strumento educativo e sociale

Si è da poco conclusa una tappa per noi particolarmente significativa del progetto “Giocare Dentro”, un’iniziativa che ha portato i giochi da tavolo all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Un luogo dove, grazie al gioco, si è parlato di rispetto, relazione e cambiamento.

Nato nel 2015 dall’esperienza della cooperativa La Pieve di Ravenna con Gabriele Mari e Christian Rivalta, il progetto “Giocare Dentro” parte da una convinzione semplice ma potente: il gioco da tavolo, regolato, inclusivo e cooperativo, può diventare un veicolo di educazione e reinserimento. All’interno di un contesto difficile come quello carcerario, il gioco rappresenta un’occasione concreta per sperimentare regole condivise, ascolto reciproco e gestione dei conflitti in un ambiente protetto.

Una ludoteca permanente per il carcere

Grazie alla collaborazione con la direzione della casa circondariale e con il sostegno degli operatori educativi, come Giochi Uniti abbiamo donato una ludoteca permanente al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Uno spazio che resterà a disposizione dei detenuti e degli educatori, offrendo strumenti ludici per attività formative e relazionali anche nel lungo periodo.

L’iniziativa si è articolata in diversi incontri-laboratorio con i detenuti, durante i quali sono stati introdotti e giocati numerosi titoli del nostro catalogo, scelti con cura per le loro dinamiche inclusive e stimolanti. Il gioco ha aperto spazi di confronto, ha generato sorrisi autentici e – soprattutto – ha fatto emergere nuove consapevolezze.

A raccontare questa esperienza è stata anche la trasmissione Mezzogiorno Italia di Rai 3, con un servizio andato in onda che ha saputo cogliere lo spirito del progetto e l’impatto che ha avuto sui partecipanti. Parole, volti e testimonianze che restituiscono il senso profondo del nostro impegno: offrire, attraverso il gioco, nuove possibilità.

“Questa è la cosa strana: cioè, noi che non abbiamo mai rispettato le regole, che ci troviamo qua dentro per non aver rispettato le regole, vicino al gioco comunque ci ritroviamo a rispettare delle regole; è un po’ contraddittoria la cosa, no? Però è bella!”
– dal servizio di Mezzogiorno Italia

Un grazie a chi ha creduto nel progetto

Un sentito ringraziamento va alla direzione del carcere, alla dottoressa Donatella Rotundo per la sensibilità dimostrata, e a tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza. Un ringraziamento speciale anche ai detenuti che hanno partecipato con attenzione, apertura e voglia di mettersi in gioco – in ogni senso.

“Giocare Dentro” continua il suo cammino. Perché siamo convinti che il gioco possa trasformare la società, un tavolo alla volta.

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